Tra tasse e sviluppo il Cav. e Tremonti si giocano l’ultima chance

Il ministro “commissariato”, secondo la vulgata conformista, non vuole apparire tale e corre il rischio di una collisione con le banche centrali (sui troppi tagli richiesti al governo) e con la Lega (sui troppi tagli concessi). Ieri Giulio Tremonti, nel presentare in Parlamento le prossime misure del governo, ha sì ricordato le indicazioni giunte dalla Bce ma ha sottolineato che lui, o l’esecutivo, non le condivide tutte. Leggi Gli errori commessi da Tremonti, dal Cav. e da Bersani dal blog Cerazade - Leggi Contro il piano tassa
8 AGO 20
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Tremonti ha ricordato che nella missiva la Bce propone all’esecutivo che “serve la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi sociali”. E su questo il titolare del Tesoro non ha nulla da obiettare, anche se finora non si era distinto per slancio liberalizzatore, chiosano i settori più liberisti del Pdl. Così come Tremonti non ha eccepito su altri consigli di Trichet e Mario Draghi, come quelli di intervenire sulle pensioni di anzianità e sull’allungamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato. Di qui le intemperanze di Umberto Bossi, che minaccia un crisi di governo. Mentre il titolare del Tesoro ha detto che non darà seguito a indicazioni ricevute dall’attuale e dal futuro presidente della Bce per tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici e rendere più facili i licenziamenti. Se pure il governo sarebbe pronto, in accordo con Confindustria, a favorire i contratti aziendali con una flessibilità anche in uscita.

Quanto al fisco, Tremonti ha ricordato
che già il testo della riforma prevede un’aliquota unica al 20 per cento sulle cosiddette rendite finanziarie (esclusi) i titoli di stato: “Per quanto riguarda l’evasione fiscale e quindi il recupero di risorse sono possibili contributi di solidarietà”, ha aggiunto. Come dire che il governo valuta ipotesi di tassazione straordinaria, sia dei redditi sia dei patrimoni, se ci sarà bisogno di reperire risorse eccezionali. Il Cav., pur restando contrario a forme di patrimoniale, non escluderebbe una tassazione una tantum del 10 per cento sui redditi superiori ai 150-160 mila euro e un rialzo di uno-due punti sull’Iva. La gestione della politica economica dell’esecutivo è passata a Palazzo Chigi: dopo il discorso di Tremonti il governatore della Banca d’Italia ha incontrato Berlusconi e Gianni Letta; Cav., Letta e Tremonti sono poi saliti al Quirinale per illustrare il decreto in cantiere: il capo dello stato, Giorgio Napolitano, ha anche ricevuto Pier Luigi Bersani (Pd) e Pier Ferdinando Casini (Udc). Il Qurinale lavora a consolidare un clima di concordia e fiducia nazionale, consapevole che da Bruxelles e Francoforte potrà arrivare presto a Palazzo Chigi un’indicazione definitiva su portata e ammontare della manovra da ristrutturare. Del resto è al super governatore Draghi (in transito da Bankitalia alla Bce) che viene attribuito l’imperativo del momento: “Salvare l’Europa salvando l’Italia”.